Allerta muffa in casa: ecco quali sono cancerogene e come riconoscere quelle pericolose

La presenza di muffa in casa è un problema diffuso che può avere conseguenze importanti sulla salute delle persone che vivono nell’ambiente contaminato. Le muffe sono organismi fungini che proliferano in condizioni di umidità e scarsa ventilazione, producendo spore e micotossine che vengono rilasciate nell’aria e possono essere facilmente inalate. Alcune tipologie di muffa sono considerate più pericolose e, in particolari circostanze, una prolungata esposizione può essere associata a rischi di malattie gravi, compresi tumori.

Muffe cancerogene: quali sono e come riconoscerle

Non tutte le muffe presenti negli ambienti domestici sono cancerogene, ma esistono specie che possono produrre tossine con potenziale effetto cancerogeno. Una delle più note e temute è la Stachybotrys Chartarum, spesso chiamata muffa nera. Questa specie si riconosce per il suo colore nero o marrone scuro ed è in grado di resistere a diverse temperature, con spore che possono sopravvivere fino a dieci anni. Le sue micotossine sono considerate tra le più pericolose, e l’esposizione prolungata può provocare sintomi respiratori anche gravi, irritazioni cutanee, attacchi d’asma, affaticamento, confusione mentale, fino a emorragie polmonari e collassi respiratori.

Esistono anche altre muffe di rilievo, come:

  • Muffa rossa o arancione: può appartenere al genere Aspergillus ed è nota per causare aspergillosi, una patologia polmonare che può avere conseguenze molto serie.
  • Muffa bianca: pur essendo spesso considerata meno pericolosa, può comunque rilasciare sostanze irritanti e provocare problemi respiratori, soprattutto nei soggetti più sensibili, come bambini, anziani e immunodepressi.

Non sempre è semplice riconoscere la muffa cancerogena, soprattutto perché la sua presenza può arrivare a manifestarsi sotto forma di semplici macchie sulle pareti, soffitti o zone umide e nascoste della casa. In generale, le macchie scure accompagnate da cattivo odore sono un segnale da non sottovalutare. Tuttavia, occorre precisare che la comunità scientifica non considera tutte le muffe domestiche automaticamente cancerogene, anche se alcune specie in condizioni particolari possono produrre micotossine pericolose e associate a patologie oncologiche.

Effetti sulla salute: tossicità e carcinogenicità

La pericolosità delle muffe deriva dalla capacità di produrre diverse sostanze nocive, tra cui spore, micotossine, endotossine e sostanze organiche volatili, che vengono rilasciate nell’aria. L’inalazione di queste particelle può causare una vasta gamma di sintomi, in particolare:

  • Problemi respiratori come tosse, asma, bronchiti, dispnea e, nei casi più gravi, danni polmonari.
  • Reazioni allergiche che si manifestano con rinite, prurito agli occhi, irritazioni cutanee e orticaria.
  • Effetti neurotossici tra cui affaticamento, emicrania, difficoltà di concentrazione e confusione mentale.

Alcuni studi indicano che una prolungata esposizione ad elevati livelli di micotossine prodotte dalle muffe può aumentare il rischio di alcune forme di tumore, ma la ricerca non è ancora completamente definitiva su questo punto. La variabilità dei fattori individuali, come la suscettibilità personale, le condizioni ambientali e la quantità di esposizione, influisce significativamente sul livello di rischio. Rimane comunque fondamentale intervenire tempestivamente, anche perché le muffe possono essere dannose pure senza un effetto diretto cancerogeno, soprattutto per le persone più fragili.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la presenza di Stachybotrys Chartarum in casa non garantisce automaticamente lo sviluppo di micotossine cancerogene, ma in condizioni di elevata umidità e trascuratezza, può diventare molto rischiosa. È importante sottolineare che le muffe devono essere eliminate da personale qualificato per evitare la diffusione delle spore nell’aria.

Diagnosi visiva delle muffe pericolose in casa

Riconoscere la muffa pericolosa all’interno dell’ambiente domestico richiede attenzione ai seguenti segnali:

  • Macchie di colore nero, marrone scuro, rosso o arancione sulle pareti, soffitti, pavimenti, o dietro mobili e tappezzeria.
  • Presenza di odori sgradevoli e persistenti, in particolare nelle stanze più umide come bagno, cucina e cantina.
  • Condensa persistente, infiltrazioni d’acqua, tracce di umidità e superficie fredda sulle pareti.
  • Comparsa di sintomi respiratori o allergici inspiegabili tra i membri della famiglia che persistono o peggiorano senza causa apparente.

La specie Stachybotrys Chartarum, ad esempio, predilige ambienti molto umidi e substrati a base di cellulosa, come il cartongesso e i pannelli di cartone. Quindi, la presenza di muffa nera su questi materiali in seguito ad allagamenti o infiltrazioni importanti può essere un indizio di possibile muffa tossica.

Occorre fare però una distinzione tra muffe e altre macchie nere sui muri, che talvolta possono essere causate dalla fuliggine o dallo sporco accumulato a seguito di condensa.

Prevenzione, eliminazione e sicurezza

La prevenzione è il primo passo per evitare la formazione di muffe cancerogene e pericolose in casa. Tra le principali strategie troviamo:

  • Mantenere un ambiente asciutto e ben ventilato
  • Eliminare prontamente infiltrazioni d’acqua o danni strutturali che favoriscono umidità
  • Utilizzare deumidificatori nelle zone più critiche
  • Controllare e riparare tempestivamente perdite idrauliche e isolare zone umide
  • Conservare gli alimenti in modo corretto, evitando che possano essere contaminati da muffe produttrici di aflatossine (sostanze altamente cancerogene prodotte da alcune specie di Aspergillus)

Eliminazione sicura della muffa domestica

Nel caso sia necessario eliminare la muffa, vanno seguite precise cautele:

  • Indossare guanti, mascherina e occhiali protettivi per evitare il contatto diretto con le spore
  • Utilizzare prodotti disinfettanti specifici per superfici porose come muri, o candeggina diluita per materiali non porosi
  • Arieggiare bene l’ambiente durante e dopo il trattamento
  • Gettare via immediatamente gli strumenti utilizzati dopo la bonifica
  • Chiamare un esperto se la muffa è diffusa o se si sospetta la presenza di specie particolarmente pericolose

È essenziale non rimuovere la muffa nera in autonomia se si trova su cartongesso o materiali a base di cellulosa, in quanto manipolandola si rischia di liberare spore e tossine nell’aria. In generale, la rimozione professionale è sempre raccomandata per ambienti molto contaminati.

Infine, prestare attenzione anche all’igiene alimentare, perché alcune muffe che crescono su cibi conservati in modo scorretto possono produrre micotossine come le aflatossine, note per l’elevata tossicità e potenziale cancerogeno.

In sintesi, la muffa in casa non è sempre cancerogena, ma alcune specie sono tossiche e devono essere riconosciute e eliminate rapidamente. Tenersi informati e agire in modo tempestivo è il modo migliore per proteggere la salute della famiglia e prevenire rischi anche gravi a lungo termine.

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