Attenzione se dai la casa a un parente gratis: ecco il documento obbligatorio da mostrare

Quando si decide di concedere una casa in uso gratuito a un parente, è importante prestare attenzione agli aspetti legali e amministrativi, perché la normativa italiana prevede obblighi precisi che variano in base alla tipologia dell’accordo. Molti proprietari pensano che la parola data basti, ma in realtà, anche nell’ambito familiare, possono insorgere delle complicazioni se non si formalizza adeguatamente l’uso della casa. La prassi suggerita – e in determinati casi obbligatoria – consiste nella predisposizione di un documento scritto che attesti il rapporto di comodato o ospitalità gratuita tra le parti coinvolte. Quella che sembra una semplice concessione può infatti comportare responsabilità, impatti fiscali e problematiche ereditarie se non trattata con le dovute precauzioni.

La differenza tra donazione e comodato gratuito

Distinguere tra donazione e comodato gratuito è fondamentale. Nella donazione, la proprietà viene trasferita definitivamente al beneficiario, richiedendo un atto pubblico stipulato davanti a notaio con la presenza di due testimoni, così come indicato dall’articolo 769 e seguenti del Codice Civile italiano . Qui la procedura è chiara: servono documenti d’identità, codice fiscale, certificato di residenza, indicazione del rapporto di parentela, oltre a tutta la documentazione relativa all’immobile e i consensi degli eventuali eredi legittimari. Invece, il comodato è la situazione più frequente in famiglia: la proprietà rimane al comodante (il proprietario), mentre il comodatario (il parente) può usufruire dell’immobile gratuitamente per un periodo definito o indeterminato.

Comodato gratuito: il documento obbligatorio

Se si opta per il comodato gratuito, il documento chiave è il contratto di comodato, da redigere in forma scritta, riportando tutti i dettagli necessari: dati anagrafici delle parti, indicazione della proprietà, durata, condizioni d’uso della casa, e inventario di arredi e beni presenti . Secondo la prassi, è importante allegare anche la descrizione dettagliata dell’immobile, la planimetria (se disponibile), l’elenco degli impianti e la loro conformità, per evitare futuri contenziosi relativi a eventuali danni o contestazioni. La forma scritta non è obbligatoria per la validità del comodato, ma è fortemente consigliata ai fini probatori.

  • Documenti d’identità delle parti (comodante e comodatario)
  • Codice fiscale
  • Atto di proprietà dell’immobile
  • Descrizione dell’immobile (indirizzo, vani, planimetria)
  • Inventario degli arredi e beni presenti
  • Dichiarazione di conformità degli impianti

Se il beneficiario è straniero, è possibile che vengano richiesti anche il permesso di soggiorno o il visto d’ingresso .

Dove e come va registrato il contratto di comodato

La registrazione del contratto di comodato presso l’Agenzia delle Entrate è obbligatoria solo se stipulato in forma scritta, non quando il comodato è verbale. Registrare il contratto offre maggiore tutela e serve per dimostrare la legittimità dell’uso dell’immobile in caso di controlli fiscali, di variazione della residenza, o per ottenere agevolazioni, ad esempio sull’IMU. La registrazione comporta il pagamento dell’imposta di registro (200 euro) e della marca da bollo (16 euro ogni 4 pagine), oltre ad eventuali imposte ipocatastali se previste. È essenziale indicare durata, specifiche dell’immobile e le modalità di restituzione al termine del comodato.

Se il bene viene invece donato a un parente, il passaggio di proprietà deve essere formalizzato tramite atto notarile. In questo caso, serve il certificato di stato libero, visura catastale, documentazione sull’origine della proprietà (rogito, sentenza di assegnazione), eventuale certificato di abitabilità e, se l’immobile è cointestato, il consenso degli altri proprietari . La collazione ereditaria è un aspetto da considerare: se a ricevere la casa è un erede legittimario, il valore dell’immobile sarà calcolato in sede di successione, per tutelare la quota di legittima.

Rischi e responsabilità del proprietario

Affidare gratuitamente una casa a un parente implica alcune responsabilità. Il proprietario rimane responsabile verso terzi e verso l’amministrazione fiscale. Il contratto di comodato riepiloga i motivi per cui può essere richiesto l’immobile indietro, le regole d’uso, e le conseguenze di eventuali danni. In caso di mancata registrazione o di uso diverso da quello dichiarato, il rischio è di sanzioni fiscali, decadenza da agevolazioni e contestazioni in materia di successione o divisione ereditaria.

  • L’immobile deve essere conforme urbanisticamente e catastalmente
  • Gli impianti dovrebbero avere la certificazione di conformità
  • Va redatta una relazione di conformità in caso di vendita futura
  • L’inventario di arredi ed elettrodomestici va conservato per evitare controversie

In condominio, il comodatario deve rispettare il regolamento e vanta diritti e doveri analoghi a quelli di un locatario. In caso di incidente o controversia, il proprietario può essere chiamato in causa se persiste la sua responsabilità civile.

Consigli pratici e casi particolari

In conclusione, per tutelarsi quando si dà la casa a un parente gratis, è fondamentale:

  • Redigere un contratto di comodato gratuito dettagliato, anche se non obbligatorio per la validità, diventa tale per la registrazione e per ottenere agevolazioni
  • Utilizzare la modulistica dell’Agenzia delle Entrate
  • Certificare lo stato di impianti e inventario dei beni presenti
  • Conservare copia di tutti i documenti e comunicare eventuali cambiamenti all’amministrazione condominiale
  • Verificare la normativa IMU che in certi casi consente l’esenzione se la casa è concessa in comodato a parenti in linea retta
  • In caso di donazione, rivolgersi sempre al notaio, predisponendo tutti i documenti richiesti e valutando con attenzione gli impatti sulla successione ereditaria

Le regole di cui sopra si applicano anche in casi particolari, come la concessione di uso gratuito a parenti extracomunitari, dove le norme sull’immigrazione impongono la verifica dei titoli di soggiorno . In tutti i casi, redigere un documento scritto e, ove necessario, registrarlo è la scelta migliore per evitare problemi futuri e garantire la tranquillità reciproca.

Per approfondire il contratto di comodato gratuito, è possibile consultare il termine comodato, mentre per la normativa sugli atti di donazione si può fare riferimento alla voce donazione.

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